JEAN-JACQUES ROUSSEAU
filosofo svizzero di lingua francese (1712-1778)

Rousseau nacque a Ginevra, da famiglia piccolo borghese. Perse la madre al momento del parto e studi˛ da autodidatta durante una giovinezza scapestrata ed errabonda.

Illuminista nella critica ai valori culturali e all'organizzazione sociale del suo tempo in nome della fondamentale uguaglianza di tutti gli uomini, precorse il romanticismo nella rivendicazione della spontaneitÓ del sentimento contro la ragione e, partendo dai principi giusnaturalistici, pose le basi della moderna democrazia. Convinto della bontÓ originaria dell'uomo, teorizz˛ l'esistenza di uno Stato rispettoso dei bisogni e delle libertÓ dei singoli individui, fondato sul contratto sociale con cui l'individuo aliena i propri diritti a favore del corpo sociale che detiene il potere legislativo e che pu˛ revocare la delega conferita ai governanti. In pedagogia intese l'educazione come sviluppo autonomo della personalitÓ del fanciullo lasciato libero di manifestare la propria natura. A Parigi collabor˛ con gli enciclopedisti. Discorso sull'origine e i fondamenti dell'ineguaglianza tra gli uomini (1754), La nuova Eloisa (romanzo epistolare, 1761), Emilio o Dell'educazione (1762), Contratto sociale (1762), Le Confessioni (autobiografia). Spirito eclettico, Rousseau si interess˛ anche di musica.
Compose l'opÚra-ballet Les Muses galantes e l'intermezzo Le Devin du village.